Burnout: come prevenirlo e curarla

burnout

Il termine ‘burnout’ è stato introdotto negli anni ‘70 per indicare uno stato di esaurimento dovuto allo stress. A uno stress prolungato nel tempo che non permette al corpo di recuperare. Non si tratta di un disturbo ma di una normale reazione dell’organismo.

La sindrome di burnout è causata da particolari condizioni lavorative che diventano fonti di stress continue. In questo articolo vedremo quali sono queste cause e anche cosa puoi fare per prevenire e fronteggiare il problema.

Ti senti esaurito? Se pensi di sì, prenditi qualche minuto per leggere questo articolo.

Burnout: definizione

Letteralmente la traduzione di ‘burnout’ significa ‘bruciato’, anche se sarebbe meglio dire ‘esaurito’. Il termine indica un quadro di sintomi causati dallo stress ma non sempre definiti in maniera unanime. Il burnout coincide con la reazione di esaurimento della sindrome generale di adattamento allo stress descritta dal medico Hans Selye.

Il burnout rappresenta una reazione normale e non patologica, a cui va incontro l'organismo quando non ha più risorse da mobilitare per fronteggiare delle situazioni stressanti che durano nel tempo.

Cos'è la sindrome da burnout

Il termine ‘burnoutè stato coniato dallo psicologo Herbert Freudenberger negli anni ‘70. Freudenberger aveva utilizzato questo termine per indicare le conseguenze di forte stress nelle professioni di aiuto. Ovvero quelle professioni che sviluppano una relazione di sostegno e di aiuto di natura professionale in qualsiasi campo, da quello socio-sanitario fino alla sicurezza. 

Esempi di lavori di aiuto sono: psicologi, medici, operatori socio-sanitari, terapisti, assistenti sociali, educatori ma anche forze dell’ordine. I medici, ad esempio, spesso finiscono a sacrificarsi per gli altri in situazioni di emergenza molto stressanti. Fino un punto in cui non riescono più a fronteggiare lo stress, si ‘bruciano’.

Oggi, però, il termine ‘burnout’ viene utilizzato in ogni campo e non solo per le professioni d’aiuto. Infatti è un fenomeno che oramai si può riscontrare in qualsiasi organizzazione o azienda. Sono a rischio, ad esempio, i lavoratori che ricercano la perfezione e le persone che non sanno mai dire di no alle richieste di colleghi e superiori.

Il burnout è la normale reazione di esaurimento dell'organismo in reazione a uno stress prolungato nel tempo. La reazione di esaurimento è stata descritta da Hans Selye a partire dai suoi esperimenti.

Il burnout non è il sintomo di una malattia. È una fase di ‘crollo’ dell’organismo che rende però più vulnerabili a malattie e altre complicazioni. Sia fisiche che mentali, come la depressione.

Al momento, però, non vi è un accordo unanime sulla definizione del burnout e, non essendo un disturbo, non si fa diagnosi di burnout.

I sintomi del burnout

Possiamo raggruppare i sintomi del burnout in tre gruppi: esaurimento, distacco e scarsa produttività. Per alcuni aspetti sono simili ai sintomi dello stress lavoro correlato, ma più marcati.

1 - Esaurimento

chi è in burnout si sente esausto, come se lo avessero privato delle proprie energie. È in difficoltà ad affrontare nuove situazioni o altri stress, stanco e giù di morale. 

  • Mancanza di energie
  • Insonnia
  • Problemi di memoria
  • Incapacità a concentrarsi
  • Difficoltà a mantenere l'attenzione
  • Scarso appetito
  • Ansia
  • Depressione
  • Rabbia

2 - Distacco

Se soffri di burnout puoi trovare il lavoro sempre più difficile e frustrante. Potresti accorgerti che stai pensando di più a te stesso e curarti meno dei tuoi colleghi. Potresti sentirti distante dalle persone con le quali lavori e arrivare anche a essere completamente indifferente davanti al tuo lavoro.

  • Pessimismo
  • Isolamento
  • Sentirsi disconnesso dagli altri o dall'ambiente
  • Incapacità a trarre piacere da ciò che si fa

3 - Scarsa produttività

Gli effetti del burnout non si fanno sentire solo al lavoro. Chi ne soffre solitamente nota una minore produttività anche nel prendersi cura della famiglia e della casa. Anche portare fuori il cane può diventare difficile e fastidioso.

  • Apatia e perdita di speranza
  • Irritabilità
  • Scarso rendimento al lavoro

Soffri di burnout?

Prova a rispondere alle seguenti domande:

  • Sei diventato più critico o irritabile al lavoro?
  • Ti trascini al lavoro e fai fatica a iniziare a lavorare?
  • Sei diventato irritabile o impaziente con gli altri?
  • Ti mancano le energie per essere produttivo con costanza?
  • Fai fatica a concentrarti?
  • Non riesci a trarre soddisfazione dai tuoi risultati?
  • Ti senti disilluso riguardo al tuo lavoro?
  • Hai iniziato a mangiare o bere di più?
  • Hai iniziato o aumentato l’uso di farmaci o sostanze per stare meglio?
  • Hai problemi a dormire, dormi troppo o troppo poco?
  • Soffri di mal di testa, mal di stomaco o altri problemi fisici senza spiegazione?

La domanda per capire se si in burnout

La Mayo Clinic, un’organizzazione no profit di più di 70 ospedali e cliniche negli Stati Uniti, ha condotto diverse ricerche sul burnout nei 4700 professionisti che lavorano al suo interno. In una ricerca ha misurato il livello di burnout dei medici con dei questionari specifici e ha ottenuto risultati interessanti.

Analizzando i dati hanno scoperto che ci sono due semplici domande in grado di valutare se qualcuno è in burnout. Ovviamente non sono strumenti certi, ma sono molto efficaci.

Le due domande prevedono una risposta sì o no e sono:

  1. Mi sento esaurito dal mio lavoro’
  2. ‘Sono più insensibile verso le altre persone da quando ho iniziato questo lavoro’

Da diverse analisi statistiche i ricercatori della Mayo Clinic hanno osservato la forza della prima domanda. Infatti chiedere solo di rispondere vero o falso a: ‘mi sento esaurito dal mio lavoro’ è quasi come fare l’intero test sul burnout. Nello specifico questa domanda concorda con l’intero test con un livello di accuratezza tra il 76% e l’83%.

E tu, ti senti esaurito dal tuo lavoro?

Se hai risposto ‘sì’ ad una delle due domande è possibile che tu stia soffrendo di burnout.

Il tunnel del burnout

Secondo la psicologa sociale Christine Maslach, il burnout è frutto di un percorso caratterizzato da aspettative che crollano per lasciare spazio alla rassegnazione. Una persona che inizia un nuovo lavoro può avere aspettative positive, irrealistiche o idealizzate di ciò che farà.

Quando l’esperienza pratica del lavoro sarà diversa dalle aspettative, la persona inizia ad accorgersi che il lavoro non la soddisfa. In quel momento comincia a sentirsi frustrata e a impegnarsi meno. Fino ad arrivare al punto da non credere più in ciò che fa e a sentirsi inutile.

Questo modello si applica bene a spiegare il burnout nelle professioni che vengono scelti per degli ideali. La ragazza che diventa medico per salvare vite, il giovane che si arruola in polizia per difendere i più deboli, l’assistente sociale che vuole fare la differenza per le famiglie in difficoltà.

Persone con una vocazione che si ritrovano a fare qualcosa che non li soddisfa e in cui smettono di credere.

La speranza e la voglia di fare cedono terreno davanti alla delusione e alla frustrazione. La frustrazione di chi decide di aiutare gli altri e si scontra contro una realtà che non lo permette. Una realtà dura che obbliga il professionista a prendere atto che, spesso, può fare ben poco.

Si può quindi vedere il burnout come un percorso in diverse fasi. Un percorso che inizia ritrovandosi in ambienti difficili, negativi, eccessivamente stressanti o che costringono le persone all’immobilità fino a sentirsi inutili.

Le cause del burnout

Possono esserci diversi fattori che portano al burnout. Qui ne elenchiamo alcuni:

  • Eccessivo carico di lavoro
  • Mansioni non definite, ad esempio, venire inseriti in una posizione con compiti poco chiari o senza un supervisore
  • Difficoltà interpersonali, ad esempio, con colleghi o superiori che si comportano in modo aggressivo
  • Riduzione o mancanza di tempo dedicato alla vita privata per via del lavoro
  • Lavoro monotono o ripetitivo
  • Ci sono alcuni fattori che aumentano il rischio di andare incontro alla sindrome di burnout come:
  • Mancanza di una rete sociale
  • Identificarsi con il proprio lavoro
  • Lavorare oltre l’orario d’ufficio
  • Incapacità a dire di no alle richieste dei colleghi
  • Lavorare nelle professioni d’aiuto, come in ospedale
  • Mancanza di controllo sul proprio lavoro, ad esempio, sui turni

Le conseguenze del burnout

A differenza dei sintomi le conseguenze rappresentano quei problemi che rischiano di insorgere a seguito del burnout.

  • Insonnia
  • Mancanza di energie
  • Tristezza
  • Abuso di alcol o di sostanze
  • Irritabilità
  • Depressione
  • Problemi cardiovascolari
  • Debolezza del sistema immunitario

Come si cura il burnout?

Non essendo un disturbo non è corretto parlare di cura. Lo stress è inevitabile e, in piccole dosi, è utile. Puoi immaginare lo stress come il lavoro a cui è sottoposto il motore di un’automobile.

Non ha senso parlare di stress come se fosse presente/assente. Bisognerebbe piuttosto valutare quanto sei stressato, ovvero il numero di giri a cui sta andando il motore.

Il problema non è se se ‘spingi’ il motore per pochi istanti, ma se non gli dai tregua. È proprio lì che si può rompere qualcosa.

Diventa necessario aprire una parentesi: prevenire è meglio che curare. Per questo motivo imparando a combattere lo stress, eviti di dover gestire il burnout.

Se pensi di essere in burnout, cerca l’aiuto di un professionista. Se vuoi provare a gestire la situazione da solo ti lascio qualche consiglio:

Identifica le tue fonti di stress e pensa a cosa dovrebbe cambiare perché non siano più fonti di stress. Se i colloqui col tuo capo ti mettono in difficoltà, evitare il tuo capo e come gestire una gamba rotta con gli antidolorifici. Devi sviluppare quelle competenze che ti permettano di fronteggiare la situazione in maniera costruttiva, non di evitarla.

Pianifica il tuo lavoro. Se il tuo capo ha aspettative irrealistiche oppure sei in una zona grigia in cui non sai cosa devi fare o come farlo, prova a chiarire questi punti. Cerca di trovare un compromesso definendo obiettivi concreti e chiari.

Parla col tuo supervisore. Discuti dei tuoi problemi con un tuo supervisore o con il responsabile del welfare aziendale.

Coltiva la tua vita privata. Spesso questi problemi ti portano a chiuderti in te stesso, a smettere di uscire o fare sport. Questo ti rende più debole davanti allo stress. Prova a pianificare 30-40 minuti di sport ogni mattina (anche una camminata veloce) e delle serate di svago con amici o parenti.

Dedica tempo a rilassarti. La vita è stressante. Dopo lavoro, cosa fai? Se torni a casa a preoccuparti davanti la tele ti stressi ancora di più. Dedicare del tempo ad attività rilassanti è necessario per ricaricare le batterie.

Cura il sonno. Se vai a letto tardi, bevi molto caffé o tendi a guardare la TV o il cellulare a letto coltivi delle abitudini che peggiorano la qualità del sonno. Cerca di dormire a sufficienza per le tue esigenze e, soprattutto, di alzarti e andare a dormire e a orari costanti.

Impara a praticare mindfulnessLa mindfulness è una potente tecnica che ti permette non solo di rlassarti ma, soprattutto, di reagire con meno stress. Le situazioni che adesso ti mettono in difficoltà, inizieranno a darti meno problemi. Puoi impararla frequentando un corso di mindfulness o da solo con dei libri.

Approfondimento: come combattere lo stress

Come non 'bruciarsi': prevenire il burnout

Da uno studio condotto dalla Mayo Clinic tra il 2008 e il 2014 emerge che il burnout è associato al calo della soddisfazione sul posto di lavoro. Entrambi questi aspetti erano in grado di prevedere una riduzione nell’impegno sul lavoro per i successivi due anni.

In un altro studio condotto su 3896 medici hanno trovato un effetto protettivo della leadership dei supervisori sul burnout dei vari professionisti. I ricercatori hanno osservato che i medici che avevano un supervisore considerato dotato di buone capacità di leadership, erano a minor rischio di burnout. La leadership dei supervisori era anche associata a una maggiore soddisfazione dei medici sotto la loro supervisione.

La prevenzione del burnout dovrebbe partire dall’azienda e da un’adeguata formazione delle figure professionali che gestiscono altre persone. Siano essi manager, responsabili, supervisori, ecc.

Nella maggior parte dei casi, però, sei tu che per tutelarti devi sviluppare le competenze per far fronte alle richieste del tuo lavoro. Oltre a valere tutti i consigli dati prima parlando di come gestire il burnout chiudiamo ricapitolando le due possibili strade:

  1. Imparare a gestire lo stress;
  2. Sviluppare le competenze per far fronte alle situazioni che provocano stress, in modo che quelle situazioni non siano più vissute come stressanti.

Un esempio concreto potrebbe essere quello di lavorare sulla propria assertività. Molto spesso chi si ritrova in situazioni molto stressanti non è stato in grado di gestire alcune situazioni interpersonali difficili. Come, ad esempio, negoziare con i superiori, gestire le critiche o esprimere disaccordo.

Ovviamente la strategia migliore è combinare le due cose e, trattandosi di salute, meglio fare di più che di meno.

Le comunicazioni difficili ti creano problemi? Leggi anche: come comunicare in modo efficace

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Bibliografia:

  • Selye, H. (1950). Stress and the general adaptation syndrome. British medical journal, 1(4667), 1383.
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  • Shanafelt, T. D., & Noseworthy, J. H. (2017). Executive leadership and physician well-being: nine organizational strategies to promote engagement and reduce burnout. Mayo Clinic Proceedings 92, 129-146. Elsevier.
  • West, C. P., Dyrbye, L. N., Sloan, J. A., & Shanafelt, T. D. (2009). Single item measures of emotional exhaustion and depersonalization are useful for assessing burnout in medical professionals. Journal of general internal medicine, 24, 13-18.

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