I 10 diritti assertivi: i ‘comandamenti’ dell’assertività

Al terzo dei cinque livelli dell'assertività (Anchisi & Gambotto Dessy, 2013) troviamo gli aspetti cognitivi dell'assertività. Ovvero quelli relativi ai nostri pensieri e convinzioni. Ne fanno parte anche quelle regole non scritte di convivenza.

Regole, spesso irrazionali, che hanno origine dalle nostre esperienze e dalla cultura in cui viviamo. Regole che abbiamo assorbito al punto da darle per scontate e, a volte, esserne anche inconsapevoli.

Il primo a scrivere e diffondere questi diritti è stato Manuel J. Smith nel lontano 1975. Smith ha scritto un libro intitolato 'when I say no I feel guilty' (quando dico di no mi sento in colpa) che è diventato un vero e proprio caso letterario, un best seller con più di due milioni di copie vendute.

Se pensi che non siano così tanti, ricordati che parliamo di libri di psicologia comportamentale e non di romanzi.

In questo libro Smith introduceva il concetto dell'assertività al grande pubblico. Scriveva, per primo, i diritti assertivi. Prima di vederli vale la pena sottolineare due punti importanti. I diritti assertivi vengono scritti con l'intenzione di dare una mappa per rendere consapevoli le persone di quei diritti:

  1. che ognuno di noi dovrebbe riconoscere a se stesso e difendere con convinzione;
  2. che dovrebbe riconoscere agli altri.

Questo con il fine di:

  1. esprimersi in maniera chiara e diretta, senza scuse e giri di parole;
  2. resistere alle manipolazioni e all'aggressività altrui;
  3. non prevaricare gli altri sapendo quando siamo noi a violare i loro diritti.

A me piace considerarli un po' come i 'dieci comandamenti' delle relazioni interpersonali. Sui comandamenti si fonda una vita retta secondo la religione. Secondo l'assertività invece, è proprio su questi diritti che si fondano i rapporti positivi e autentici con gli altri.

Soprattutto se hai uno stile remissivo e vuoi diventare assertivo, devi essere consapevole che non hai meno diritti degli altri. Può non essere colpa tua se gli altri li calpestano, ma è tua responsabilità farli rispettare.

Se ti riconosci in uno stile anassertivo dovresti tenere a mente e ripetere a te stesso più volte il decalogo seguente.

I dieci diritti assertivi (o diritti della persona)

Il diritto di dire di no è un diritto fondamentale che non viene mai esplicitato in questo decalogo. Riuscire a dire di no significa riuscire a farsi rispettare. Significa evitare di passare del tempo a fare cose che non vuoi fare perché vieni bloccato fino a tardi in ufficio oppure non riesci a evitare un invito di persone che non vorresti frequentare.

 Significa non dover inventare scuse e non sentirsi in imbarazzo quando ti fermano per strada per chiederti qualcosa. Ma significa anche avere dei rapporti più autentici in cui i 'sì' sono delle scelte sentite e non degli obblighi. Dove puoi fare affidamento sugli altri perché sai chiedere aiuto e piaceri in maniera serena lasciando all'altro la possibilità di dire di no a sua volta senza sentirsi a disagio.

L'assertività si basa sull'uguaglianza e sui dei valori di rispetto di sé e degli altri. L'assertività viene da una tradizione umanistica della psicologia e punta a far star bene le persone sia con se stesse che con gli altri.

Non è un decalogo di regole per approfittarsi o manipolare gli altri. Sono diritti che dovresti riconoscere a te e agli altri, per sapere quando farti valere. Per capire che puoi anche non sottostare alle regole non scritte della cultura o alle manipolazioni altrui. 

1 - Hai il diritto di essere l'unico giudice di te stesso

Il primo e principale diritto assertivo dice che tu sei l'unica persona che può giudicare ciò che sei e ciò che fai. Questo è il diritto da cui poi discendono tutti gli altri. Infatti gli altri diritti assertivi sono applicazioni più specifiche del primo diritto.


2 - HAI IL DIRITTO DI NON GIUSTIFICARE IL TUO COMPORTAMENTO

Spesso le persone pensano di dover giustificare le proprie azioni con ragioni, scuse o spiegazioni. Di essere tenute a giustificare il proprio comportamento a qualcun altro, così che siano gli altri a giudicare se va bene o è sbagliato.

Spesso soffriamo troppo il giudizio degli altri. Questo non significa che è corretto che il chirurgo che opera abbandoni la sala operatoria senza renderne conto a nessuno o che ti stia incentivando a darti al saccheggio. 

Ti voglio mettere in guardia da meccanismi che possono farti mettere in scacco da altre persone.

Dietro c'è una credenza irrazionale infantile 'devi giustificare le tue azioni con gli altri, perché loro sono responsabili del tuo comportamento'. Queste credenze ci possono rendere facilmente manipolabili come, ad esempio, da alcuni venditori:

Esempio:
- 'Perché non le piacciono queste scarpe?'
- 'Mah sono di una tonalità che non mi convince'
- 'Sciocchezze, sono perfette per l'uso di tutti i giorni e si abbinano con la sua cintura'
- 'Sì ma sono un po larghe dove si allacciano'
- 'Nessun problema, mettiamo una soletta per pochi euro'
- 'Eh ma sulla pianta sono strettine'
- 'Non ci vuole nulla ad allargarle un po', le sistemiamo subito'


3 - HAI IL DIRITTO DI DECIDERE SE OCCUPARTI DEI PROBLEMI DEGLI ALTRI

Molte persone si prendono la responsabilità di risolvere i problemi altrui. In realtà ognuno è responsabile solo del proprio benessere e della propria condizione. La compassione per i problemi degli altri, può portarti a farti carico dei loro problemi. In questo modo non permetti neanche agli altri di imparare a gestire i loro problemi.

La credenza irrazionale infantile che c'è dietro è: 'sei in obbligo verso persone o istituzioni più grandi di te, devi cambiare e sacrificare i tuoi valori per evitare che queste crollino. Se non funzionano più devi essere tu ad adattarti e a piegarti e non il sistema. Se nascono problemi con gli altri è tua responsabilità risolverli e non degli altri'.

Un caso potrebbe essere quello di chi ti vende merce difettosa e scarica la colpa sul fornitore. Oppure quello di una coppia sposata che litiga:

Esempio:
- 'Se non la smetti di farmi venire i nervi chiedo il divorzio!'

- 'Non essere stupido. Non vuoi divorziare'
- 'Dovrei! Non ti interessa niente del nostro matrimonio?'
- 'Certo che ci tengo! Che persona pensi che sia? Ho fatto moltissime cose per noi!'

Una risposta assertiva sarebbe stata: 'se pensi veramente di non essere in grado di far fronte con il mio modo di essere, potresti avere ragione. Se non riusciamo a superare questo problema, forse dovremmo considerare il divorzio'.


4 - HAI IL DIRITTO DI CAMBIARE IDEA

Hai il diritto di cambiare parere e opinione,  di cambiare il tuo modo di pensare o le tue scelte. Ti conviene accettare l'idea che le persone cambiano idea e che la scelta migliore in una situazione può non esserlo in un'altra.

Se cambi idea, però, gli altri possono opporti resistenza cercando di manipolarti e facendo leva su ciò che avevi detto e sul dover essere coerenti.

Le credenze infantili dietro a questi meccanismi sono le seguenti: 'E' sbagliato cambiare idea e bisogna mantenere gli impegni presi. Se cambi idea, c'è qualcosa che non va e se lo fai devi giustificarti. Se cambi idea sei un'irresponsabile. Se cambi idea sei incapace di prendere decisioni da solo'.

Ultimamente ho comprato alcuni articoli su internet e alcuni li volevo cambiare. Il sito in questione mi offriva la possibilità di rendere gli acquisti entro 15 giorni dall'acquisto. Per poter procedere però, era necessario scegliere una ragione da un menù - a giustificare di far valere il proprio diritto di recesso.


5 - HAI IL DIRITTO DI SBAGLIARE - ASSUMENDOTI LE RESPONSABILITÀ DELLE CONSEGUENZE

'Chi è senza peccato scagli la prima pietra', disse Gesù Cristo. Non c'è niente di più umano degli errori. La differenza è fatta dall'assumersi le responsabilità delle conseguenze.

Il problema viene dalle manipolazioni degli altri che possono fare leva sui tuoi errori. Viviamo in una cultura spaventata dagli errori che, a sua volta, condiziona le persone a temerli. Molti sono convinti che gli errori siano un comportamento sbagliato e, come tale, abbiano bisogno di essere espiati tramite il comportamento giusto.

Le credenze infantili dietro a queste manipolazioni sono: 'è sbagliato fare errori. Non devi sbagliare. Se commetti un errore, devi sentirti in colpa. Gli altri devono controllarti, in modo da non farti sbagliare'.

Nelle coppie è molto comune vedere i partner che tentano di controllare il comportamento dell'altro facendo leva sugli errori. Invece di dire in maniera assertiva qual è il comportamento che li infastidisce, fanno notare gli errori facendo sentire in colpa chi li ha commessi.

Se ti senti in ansia o in colpa quando ti fanno notare un tuo errore, prova a smettere di scusarti. Invece di dire 'scusami' o 'mi dispiace', prova a usare un tono assertivo per esprimere solo ciò che è successo. Ad esempio, 'hai ragione, sono in ritardo'.

Questo è anche un ottimo modo per evitare di dover inventare scuse che possono infastidire gli altri e farci prendere poco sul serio. Ovviamente questo è un esercizio, quindi nella vita quotidiana scusati sempre quando è necessario.


6 - HAI IL DIRITTO DI DIRE 'NON LO SO'

Hai il diritto di esprimere un giudizio o scegliere che cosa vuoi, senza conoscere nei dettagli ogni aspetto della questione. Non sei neanche tenuto ad avere la risposta pronta. Puoi dire 'non lo so' a chi ti chiede quali saranno le conseguenze di ciò che vuoi fare.

Se devi valutare ogni possibilità e ti senti in dovere di fermarti a discutere di ogni dettaglio, farai poco. Questo può essere comodo a chi cerca di manipolarti. 

La credenza irrazionale infantile su cui fa leva chi ti manipola chiedendo spiegazioni è la seguente: 'devi avere risposte a ogni domanda sulle conseguenze delle tue azioni, perché se non c'è l'hai non sai che problemi potresti causare e quindi sei un'irresponsabile'.

Esempio:
- 'Avvocato, cosa succederebbe se ogni condomino abbandonasse la propria casa e corresse dietro all'amante?'

- 'Cosa pensa che succederebbe se dovessimo occuparci di tutte le denunce di furto che ci arrivano?'
- 'Sa cosa succede a chi decide di testa propria e non si affida a un consulente esperto per i propri investimenti finanziari?'


7 - HAI IL DIRITTO DI essere indipendente DALLA benevolenza DEGLI ALTRI

Non hai bisogno della simpatia degli altri per comportarti in maniera assertiva e trattare in maniera efficace con le persone. Alcune persone antepongono il non mettere a disagio gli altri al riuscire ad esprimere se stessi.

Se non sei disposto a rischiare di non piacere a qualcuno e a gestire anche momenti in cui le persone possono essere a disagio, farai fatica a far valere i tuoi diritti. Se ti adatti agli altri ogni volta che diventano più freddi con te, gli stai dando un'enorme potere nel manipolarti.

Le credenze irrazionali infantili che entrano in gioco sono: 'devi essere benvoluto dagli altri, altrimenti possono impedirti di fare ciò che vuoi. Hai bisogno dell'affetto degli altri per sopravvivere. Devi piacere agli altri'.

Il tuo comportamento non deve piacere agli altri ma a te. Le tue azioni devono rispecchiare i tuoi valori e i tuoi desideri, non rendere contenti gli altri. Molte persone, infatti, fanno fatica a dire di no. Molti riescono a farlo solo grazie a scuse elaborate.


8 - HAI IL DIRITTO DI PRENDERE DECISIONI ILLOGICHE

Hai il diritto di essere illogico nelle tue scelte. la logica può essere d'aiuto in diversi campi, ma non è la sempre la soluzione adatta. La logica non ci porta a prendere decisioni per forza giuste per noi stessi o a fare previsioni accurate del futuro.

L'essere umano è un animale emotivo e non logico. Diamo molto valore però alla razionalità e alcuni possono fare leva su questo per manipolarti a cambiare comportamento usando la logica.

La credenza infantile dietro a questa manipolazione è: 'devi seguire la logica perché ti permette di prendere scelte migliori di quelle che faresti tu'.


9 - HAI IL DIRITTO DI DIRE 'NON CAPISCO'

Hai il diritto di dire che non stai capendo a chi non dice chiaramente che cosa si aspetta da te. Nessuno riesce a leggere la mente degli altri, sono in molti però a dare per scontate alcune informazioni.

Ci sono anche molte persone che possono cercare di manipolarti accennando alcune cose, insinuandone altre e usando parole vaghe e poco chiare. 

Una credenza irrazionale infantile che ci portiamo dietro è: 'devi anticipare quello che pensano e vogliono gli altri per poter andare tutti d'accordo. Devi capire gli altri e non causare problemi né chiedere apertamente cosa vogliono. Se non capisci cosa intendono gli altri senza che te lo debbano dire sempre, verrai sempre sgridato, sarai un irresponsabile e un ignorante'.

Ogni persona che prova a cambiare il tuo modo di fare con uno sguardo arrabbiato o con una battuta breve e sarcastica sta facendo leva su queste credenze e sul fatto che devi capire le persone.


10 - HAI IL DIRITTO DI DIRE 'NON MI INTERESSA'

Hai il diritto di dire che non sei interessato a quello che ti dicono gli altri. Se cerchi la perfezione o, comunque, di ridurre quelli che vivi come i tuoi difetti rischi di essere facilmente manipolabile.

Così ogni volta che qualcuno ti fa un'osservazione o una critica potrà spingerti a cambiare comportamento.

Le credenze infantili dietro a queste manipolazioni sono: 'è nella natura dell'uomo avere dei difetti. Per questo motivo devi cercare di eliminarli. Devi essere perfetto. Se qualcuno ti fa notare un tuo difetto, devi fare qualcosa per cambiare'.

Esempio:
- 'Lasci sempre tutto in giro, sei proprio disordinato. Non vuoi imparare a tenere la casa in ordine?'

- 'La tua pasta è sempre scotta. Dovresti fare attenzione ai minuti quando cucini'

E tu ti senti in colpa a dire di no? Oppure a volte eviti proprio di dirlo? Se è così scopri come imparare a dire di no in maniera assertiva!

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Bibliografia

  • Anchisi, R., & Gambotto Dessy, M. (2013). Manuale di assertività. Teoria e pratica delle abilità.
  • Smith, M. J. (1975). When I say no, I feel guilty: how to cope--using the skills of systematic assertive therapy. Bantam.

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